sabato 1 novembre 2008
domenica 26 ottobre 2008
Al Gallo rosso - Osteria della Politica
Michele 'e ZezaPoca gente, oggi...uhm brutto segno! Ai miei tempi, quando pioveva e il tempo era umido come oggi, qui non c'erano tavoli liberi. Tu entravi, ti si appannavano gli occhialini e le narici si inebriavano di profumo “ toscano”. Poi, a poco a poco, quelle ombre diventavano volti; quel rumorio indistinto: voci, parole, risate, bestemmie. Anche all'in piedi, appoggiato al bancone, ti sentivi a tuo agio. Le parole le comprendevi, i discorsi spesso li condividevi. E poteva anche capitarti di rimanere sbalordito dal falegname che commentava un articolo de L'Avanti o de L'Unità dando del tu alla politica, o dal sarto che decantava Togliatti o Nenni con la stessa convinzione e disinvoltura con la quale elogiava il suo fustagna!..........................................................................
E poco importava che i perbenisti borghesi li disprezzassero definendoli "socia-lesta" e "ciocia-leter", cioè socialista e ciuccialitri, alludendo alle numerose e frequenti "alzate di gomito", che i padroni del vapore consideravano indice di immoralità e di scarsa credibilità. Lì c'era vita, discussione politica vera, coscienza di classe, voglia di rivoltare il mondo e cambiarlo. Le tre zucchette(1), di piazza Nettuno a Bologna ed Campètt a Imola (2), dl'Enzel (3) e tante, tante altre sparse nei borghi di mezza Italia…………………………………………………………………….
Ecco: forse è proprio questa particolare dimensione che manca oggi alla politica...e noi vorremmo ricrearla, sia pure, come si dice oggi, in modo virtuale. In fin dei conti che ci vuole? Basta sedersi alla consolle con un bel fiasco di lambrusco, un sigaro toscano e cominciare a discutere...
(1) La prima riunione del fascio operaio di Bologna avviene alla fine del 1871
(2) A Imola, nello stesso anno, Andrea Costa ed altri compagni fondano la sezione cittadina dell’“Internazionale socialista”
(3) l’anno dopo saranno i mazziniani a scegliere l’osteria “dl’Enzel” come quartier generale della loro “Società Democratica Repubblicana”
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